PREFAZIONE

di Carmen Margherita Di Giglio

IL SENSO DELLA VITA cover M

Ricordo ancora come se fosse ieri il giorno in cui, da poco arrivata nel piccolo paese di San Mauro Forte, conobbi Elena Tolve. Scuola elementare di via Giovanni XXIII, classe seconda: quel mattino entrai in aula per la prima volta, accompagnata da mio nonno.

Elena Tolve sedeva dietro la cattedra. Il suo volto serio e intelligente e il suo fare permeato di soave compostezza, ma anche di dolcezza e calore umano, suscitarono in me un intimo moto di contemplazione quasi gioioso. Non tardai a scoprire che vi erano in lei, oltre alla grande cultura, delle qualità di lealtà e di empatia che me la resero ammirevole e cara.

L’insegnante di scuola elementare è una delle prime figure di riferimento “altre” rispetto al bambino e alla sua famiglia, colei (o colui) che gli offre i fondamenti per tutta la sua formazione successiva; ed Elena Tolve, che in seguito fu anche la mia insegnante di Materie Letterarie in prima media, ha sempre rappresentato ai miei occhi il modello della Donna Eccellente. Un modello sia in senso generale che più specificamente femminile: dove femminilità fa rima con verità, dignità, intelligenza e rettitudine nella loro più pura espressione. Sono profondamente orgogliosa di averla avuta come insegnante: Maestra nel senso più alto del termine.

La vita ci separò presto. Ci siamo rincontrate in seguito, dopo lunghissimi anni, sul terreno di un’attività comune, quella letteraria. Entrambe scrittrici e, pur nella diversità dei toni e delle tematiche, anime affini, con una sorprendente quantità di interessi condivisi.

Come primo passo del nostro ritrovarci, Elena Tolve ha voluto affidarmi la prefazione e la cura di questa sua silloge poetica, concedendomi così il delicato privilegio di entrare in contatto con il nucleo più profondo e intimo della sua personalità.

La poesia che dà il titolo all’opera è Il senso della vita; e proprio in questi versi, fra tutti quelli che compongono la raccolta, è racchiuso più chiaramente il significato ultimo di un percorso che passa attraverso le diverse fasi della sofferenza umana: dalla nostalgia all’abbattimento, dalla delusione al dolore, dall’amarezza alla solitudine – ciò che viene comunemente definito il “male oscuro”, quel male invisibile della psiche che accomuna così tante anime di artisti (si pensi ad esempio agli scrittori Italo Svevo, Hans Christian Andersen, Virginia Woolf, Ernest Hemingway, oppure al pittore Vincent Van Gogh, e non è un caso che proprio uno dei dipinti più significativi del grande artista olandese sia stato scelto per rappresentare questo libro).

Ora, il poter toccare con mano il dolore e la vulnerabilità di una persona che è stata per noi forza e certezza è qualcosa che potrebbe turbare, ma lei stessa mi ha fatto forte e io ho scelto di andare oltre il turbamento.

Perché la vulnerabilità è la condizione dell’umano e la nostra forza non sta nel trascendere la nostra umanità, ma nella capacità di entrare in contatto e fare amicizia con ciò che è più fragile e vivo dentro di noi.

Attraverso i suoi versi, tramite una sottile opera di trasmutazione che potrei quasi definire alchemica, Elena Tolve mi ha insegnato, e ci insegna, a non evitare o negare il nostro lato umano, la nostra fragilità e sensibilità, ma ad accogliere completamente noi stessi, in modo da poter compiere l’Opera alchemica ultima: il dono di Dio che trasmuta in oro puro tutti i metalli imperfetti. Perché solo dopo l’incontro con “l’ombra” (la fase che in alchimia è denominata Nigredo), si potrà pervenire alle fasi successive, culminanti nel compimento finale della Grande Opera esistenziale.

 

… La mia vita avrà avuto un senso

se riuscirò a vivere in armonia

con la natura e tutti gli esseri viventi.

 

La mia vita avrà avuto un senso

se il mio cuore sentirò vibrare

osservando il cielo stellato.

 

La mia vita avrà avuto un senso

se riuscirò a gettare un raggio di luce

nel buio di un’anima triste e abbattuta.

 

Quando avremo raggiunto questa consapevolezza, così limpidamente espressa in questi versi, semplici, tersi, come lo sono tutte le cose profonde e vere, saremo in grado di provare quella sensazione di pieno amore verso noi stessi e gli altri che è obiettivo e culmine del nostro percorso umano; e il dolore, che spesso ci ostacola, una volta accettato e pienamente espresso, diviene saggia ricostruzione (“sono venuto” dice il dolore, “per farti gustare la luce”) e le nostre vulnerabilità diventano la nostra forza. A questo punto la sofferenza non ci fa più paura: abbiamo affrontato mari in burrasca e abbiamo trovato il nostro tesoro.


Il senso della vita e altre poesie è un libro di Elena Tolve, edito da Nemo Editrice.

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Elena Tolve
Nata a San Mauro Forte, un piccolo paese della Basilicata, Elena Tolve ha conseguito la laurea in Pedagogia presso l’Università di Bari. Ha insegnato Materie Letterarie nella scuola media, prima in Basilicata e poi in provincia di Bari. Vive attualmente a Bologna. Trascorre il suo tempo libero scrivendo romanzi e poesie. Ha pubblicato “I sogni si avverano sempre” (ed. Albatros), “Sarà l’alba di un nuovo giorno?” (Albatros), “La vita è sorpresa” (ed. La Lettera Scarlatta), “In viaggio con Gesù” (ed. Pegasus Edition), “Voci sommesse dell’anima” (Pegasus Edition). Ha conseguito importanti gratificazioni a premi letterari nazionali e internazionali.

IL SENSO DELLA VITA cover M

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