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A William Blake dedicai la mia prima pubblicazione letteraria, il racconto esoterico-fantastico “Sogno di una notte di pieno inverno”. Al famoso simbolo della “Tigre” blakiana, si ispirano inoltre gli ideali di Nemo Editrice, impresa editoriale da me fondata nel 2006. Associata al potere e alla forza della creazione (artistica e non), la tigre è l’archetipo allegorico dell’immaginazione originaria, come nella visione esoterica del poeta: creata da un potente demiurgo in grado di proiettare in essa i suoi poteri divini, la tigre evoca un complesso di forze “titaniche” e fa appello alla capacità creativa. Il suo simbolo è dunque collegato alla forza energetica sovrannaturale dell’artista creatore, alla potente energia che apre le porte alla percezione sovrasensoriale, indispensabile alla creazione artistica in quanto partecipe della facoltà divina di accedere all’Assoluto.

Ma chi era in realtà William Blake? Vediamolo insieme…

William Blake (Londra, 28 novembre 1757 – Londra, 12 agosto 1827) fu poeta, incisore e pittore inglese.

Largamente sottovalutata mentre egli era in vita, oggi l’opera di Blake è considerata estremamente significativa e fonte di ispirazione sia nell’ambito della poesia sia delle arti visive.

Considerato un tempo pazzo per le sue idee stravaganti, attualmente è invece molto apprezzato per la sua espressività, la sua creatività e per la visione filosofica che sta alla base del suo lavoro. Come un giorno ha suggerito egli stesso:«L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’essenza stessa dell’esistenza umana

Anche se la sua pittorica e la sua poesia sono state solitamente valutate separatamente, Blake spesso se ne servì di concerto per creare opere che di colpo sfidassero e sostituissero le convenzioni in uso. Si definiva capace di discutere e confrontarsi con i profeti dell’Antico Testamento e profuse un grande sforzo per creare le illustrazioni per il Libro di Giobbe. Ma l’amore dell’artista per la Bibbia si affiancava ad un’aperta ostilità verso la Chiesa d’Inghilterra (intesa come apparato istituzionale), e le sue convinzioni religiose erano influenzate dall’attrazione per il Misticismo e lo gnosticismo, nonché dalla fascinazione verso il movimento romantico che a quel tempo era in pieno sviluppo.

Alla resa dei conti, la difficoltà che si incontra nel tentativo di inserire William Blake in un qualsiasi periodo o movimento della storia dell’arte è forse la caratteristica che meglio riesce a definirlo.

Blake ha svolto un ruolo cruciale per lo sviluppo del moderno concetto di immaginazione nella cultura occidentale. La sua convinzione che l’umanità possa superare i limiti a lei posti dai cinque sensi è forse il suo più grande lascito: « Se le porte della percezione venissero sgombrate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito. » (William Blake -The Marriage of Heaven and Hell) .

Blake detestava la schiavitù e credeva nell’eguaglianza tra le razze e tra i sessi. In molti dei suoi dipinti e molte delle sue poesie esprime un concetto di umanità universale,secondo un’accezione del tutto confacente anche al pensiero massonico:”Tutti gli uomini sono uguali (attraverso le loro infinite differenze)“.

La sua sensibilità lo portò a interessarsi per tutta la vita degli avvenimenti politici e sociali, ma fu spesso costretto a mascherare i suoi ideali e il suo pensiero politico dietro allegorie religiose.

Rifiutò sempre qualsiasi forma di autorità imposta. In particolare, il punto di vista di Blake su ciò che vedeva come una forma di oppressione e una restrizione del diritto alla piena libertà si estese anche nel confronti della Chiesa.

Le sue convinzioni religiose sono evidenti nelle Songs of Experience (1794), in cui mostra il suo diverso atteggiamento nei confronti del Dio dell’Antico Testamento,del quale rifiutava le limitazioni imposte all’uomo, e il Dio del Nuovo Testamento(Cristo parte della Trinità), del quale vedeva invece l’influenza positiva.

Nonostante gli attacchi di Blake alla religione tradizionale ai suoi tempi sembrassero scioccanti, il suo rifiuto della religiosità non era un rifiuto della religione in se stessa. La sua opinione sulla religione tradizionale risulta evidente alla lettura di The Marriage of Heaven and Hell, dove in Proverbs of Hell scrive: « Le prigioni sono costruite con le pietre della legge, i bordelli con i mattoni della religione »; ed anche: «Come il bruco sceglie le foglie migliori per deporvi le uova, così il prete lancia i suoi anatemi contro le gioie più grandi. »

In The Everlasting Gospel, Blake non ritrae Gesù come un filosofo oppure, secondo la tradizione, un messia, ma come un essere dotato della massima creatività, al di sopra dei dogmi, della logica ed anche della morale. Scrisse: « Se fosse stato l’anticristo, Gesù, prostrandosi sottomesso, avrebbe fatto qualsiasi cosa per noi: sisarebbe introdotto furtivamente nelle sinagoghe, e non avrebbe trattato i più anziani e i preti come cani, ma umile come un agnello o un asinello, avrebbe obbedito a chiunque. Dio non vuole invece che l’uomo diventi umile. »

Gesù, secondo Blake, simbolizza nella sua unità la vitale relazione tra il divino e l’umano: « In origine esistevano una sola lingua e una sola religione: questa era la religione di Gesù, il Vangelo infinito. I tempi antichi ci mostrano il Vangelo di Gesù»

Fedele alla sua convinzione di non sottostare alle convenzioni e imposizioni dottrinarie e culturali, Blake costruì una propria mitologia,che occupa un ampio spazio dei suoi libri profetici. Era principalmente basata sulla Bibbia e sulla mitologia greca, ed accompagnava la sua idea del Vangelo eterno. Blake commentò che doveva “Creare un sistema oppure finire schiavo di quello di un altro uomo” .

Una delle obiezioni più forti che Blake portava contro il cristianesimo ortodosso era che sentiva che questo incoraggiava la soppressione dei desideri naturali e condannava le gioie terrene. In A Vision of the Last Judgement, egli dice che : « Gli uomini vengono ammessi in Paradiso non perché abbiano dominato e frenato le proprie passioni o non ne abbiano avute affatto, ma perché hanno coltivato la loro capacità di conoscere. Il Tesoro del Paradiso non è la negazione della passione, ma la realtà dell’intelletto, da cui tutte le passioni fuoriescono libere nella loro eterna Gloria. »

Blake credeva che la gioia dell’uomo innalzasse la gloria di Dio e che la religione praticata nel mondo fosse in realtà un culto di Satana. Era convinto che i cristiani ortodossi, anche a causa del loro rifiuto della gioia terrena, in realtà stessero adorando Satana e pensava a Satana come ad un errore e come ad uno Stato di morte.

Si opponeva ai sofismi teologici che giustificano il dolore, ammettono il male e trovano scuse per l’ingiustizia e detestava i tentativi di conquistarsi la beatitudine nell’altro mondo negando se stessi in quel modo.

Non credeva alla dottrina che insegnava Dio come un padrone, un’entità distinta dall’umanità e ad essa superiore. In particolare, vedeva il concetto di peccato come una trappola per incatenare i desideri degli uomini e credeva che costringersi ad obbedire ad un codice morale imposto dall’esterno fosse contrario allo spirito della vita.

Carmen Margherita Di Giglio – Milano 18 marzo 2011

(Fonti: Wikipedia e Il foglio massonico)

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